//LA NUOVA CONVENZIONE SULLA DOPPIA IMPOSIZIONE SPAGNA – STATI UNITI

LA NUOVA CONVENZIONE SULLA DOPPIA IMPOSIZIONE SPAGNA – STATI UNITI

La nuova Convenzione per evitare la Doppia Imposizione tra Spagna e Stati Uniti si propone di migliorare ed incrementare esponenzialmente gli investimenti tra i due Paesi contraenti.

Per la Spagna, in particolare, questo nuovo accordo permetterà di recuperare il vantaggio già ottenuto da altri stati membri con condizioni più moderne e sicuramente più vantaggiose di quello attuale.

 

Dopo quasi 30 anni dalla ratifica della Convenzione per evitare la Doppia Imposizione (“CDI”) tuttora in vigore tra Spagna e Stati Uniti, e dopo 6 lunghi anni di trattative molto delicate, finalmente lo scorso 16 luglio 2019 il Senato degli Stati Uniti ha ratificato la nuova Convenzione CDI che entrerà in vigore il prossimo 27 novembre 2019.

La nuova Convenzione introduce importanti novità e sostanziali miglioramenti in merito allo scambio di informazioni fiscali tra i due Paesi, questo comporterà un miglioramento delle condizioni tanto per le imprese americane che intendano investire in Spagna quanto per le imprese spagnole con filiali presenti negli Stati Uniti, queste ultime infatti finora erano in una posizione di netto svantaggio rispetto alle altre filiali statunitensi di imprese di altri stati membri.

Le principali novità e miglioramenti introdotti dalla nuova Convenzione CDI:

  • Concetto di stabile organizzazione: le opere e i lavori di costruzione, installazione o montaggio potranno essere considerate quali “stabili organizzazioni” solamente se la loro durata supera i 12 mesi, e non i 6 mesi come previsto sinora.
  • Dividendi tra Spagna e Stati Uniti: sono stati sensibilmente ridotti sia il limite massimo di imposizione alla fonte di dividendi, sia la percentuale perché tale limite operi. Di conseguenza, i dividendi ripartiti dalle filiali controllate residenti in un Paese contraente all’impresa madre residente nell’altro Paese contraente potranno essere oggetto di ritenzione alla fonte nella misura massima del 5% (si ricorda che sinora la misura era del 10%), ovviamente a condizione che l’impresa madre detenga almeno il 10% delle quote con diritto di voto nella controllata (con la vecchia Convenzione era previsto che l’impresa madre detenga almeno il 25% della filiale). Rimane ferma la ritenzione del 15% per tutti gli altri casi.
    • Si evidenzia che nel caso in cui un residente in un Paese contraente abbia una partecipazione diretta o indiretta uguale o superiore all’80% del capitale sociale della società residente nell’altro Paese contraente per un periodo superiore a 12 mesi, i dividendi saranno totalmente esenti da imposizione alla fonte.
    • Inoltre, è stato introdotto e definitivo per la prima volta il concetto di fondo pensioni ed è stato previsto che i dividendi ricevuti da un fondo pensione di un Paese contraente da parte di imprese residenti nell’altro Paese contraente non saranno soggetti ad alcuna imposizione alla fonte.
  • Interessi: è stata prevista l’esenzione totale alla fonte degli interessi pagati da parte di residenti di un Paese contraente a soggetti residenti nell’altro Paese contraente, salvo che il finanzamento o prestito dal quale maturino gli interessi sia considerato contingente agli Stati Uniti, solo in questo caso, l’imposizione alla fonte (in EEUU) non potrà eccedere il 10%.
  • Canoni/Royalties: è stata introdotta come regola generale l’esenzione totale alla fonte dei canoni percepiti per l’uso o il godimento di diritti oggetto del canone. Questa misura finalmente consentirà le discussioni – finora frequenti – tra Spagna e Stati Uniti sulla tassazione di importazioni ed esportazioni di materiale teconogloico.
  • Plusvalenze: è stata introdotta una reciproca esenzione alla fonte delle plusvalenze provenienti dalla vendita di azioni e quote di partecipazioni sociali tra Spagna e Stati Uniti, salvo quei casi in cui siano indirettamente coinvolti nell’operazione anche trasferimenti di beni immobili (questo può riguardare ad esempio le società Holding immobiliarie). Evidentemente, si tratta di un netto miglioramento rispetto alle condizioni dell’attuale Convenzione CDI, dal momento che oggi vengono gravate all’origine tutte quelle plusvalenze provenienti dalla vendita di partecipazioni o azioni social per il solo fatto di detenere una partecipazione superiore al 25% negli ultimi 12 mesi precedenti all’operazione.
  • Novità nella risoluzione di controversie: infine, altra grande novità della nuova Convenzione CDI è la clausola di risoluzione bonaria delle controversie, essendo stato introdotto il procedimento di arbitrato come mezzo per la risoluzione dei conflitti causati da una errata imposizione fiscale da parte di un Paese contraente. Si tratta di una tendenza sempre più utilizzata negli Accordi firmati dalla Spagna (si vedano ad esempio anche gli accordi sulla doppia imposizione tra Spagna e Svizzara e tra Spagna e Regno Unito).

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By |2019-11-07T17:08:37+01:00giovedì 7 Novembre 2019|Articles|0 Comments

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