//Riforma del lavoro in Spagna: l’uovo di Colombo

Riforma del lavoro in Spagna: l’uovo di Colombo

Il Presidente del Governo Mariano Rajoy ha annunciato una importante e efficace riforma del lavoro che accogliamo con piena soddisfazione. Si tratta dell’uovo di Colombo che auspichiamo possa essere introdotto al più presto anche in Italia.

I nuovi contratti a tempo indeterminato dal 1 gennaio 2015 pagheranno solo 100.-€ al mese di contributi da lavoro INPS. Il contributo agevolato si applicherà durante 24 mesi a condizione che ci sia un aumento del numero di lavoratori; se si risolve il contratto prima di tre anni (in Spagna si può licenziare anche in presenza di un contratto di lavoro a tempo indeterminato), il datore di lavoro perderá la tariffa unica INPS. Inoltre, Rajoy assicura che abbasserà le tasse a 12 milioni di lavoratori.

Condizioni per ricevere le agevolazioni.

1) Potranno trarre beneficio dalla riforma tutte le imprese e liberi professionisti che, indipendentemente dalle dimensioni, assumono un nuovo lavoratore dipendente senza distinzione di età, qualifica o situazione personale. Nel caso in cui il lavoratore venga licenziato entro tre anni, la società dovrà però rimborsare tutti i benefici applicati.

2) Sono escluse le società che che abbiano licenziato senza giusta causa (despido improcedente) uno o più lavoratori nei sei mesi anteriori alla firma del nuovo contratto di lavoro. Attenzione, il concetto di “despido improcedente” in Spagna non ha nulla a che vedere con il concetto di licenziamento senza “giusta causa” in Italia. Inoltre la società non dovrà avere debito con la Agenzia delle Entrate e con l’INPS.

3) Rajoy ha indicato che per uno stipendio annuo lordo di 20.000 euro, cui corrisponde il pagamento di 5.700 euro di contributi previdenziali, la riduzione dei contributi da adottare venerdì prossimo sarà intorno al 75%, in quanto il datore di lavoro pagherebbe circa 3.520 euro all’anno in meno.

4) Restano invariati i contributi da versare a titolo di desempleo, FOGASA y Formación profesional per cui il costo totale dei contributi a carico della impresa possono valutarsi intorno a un 8-10% del salario lordo.

Accogliamo con gran favore questa importante riforma del lavoro, e auspichiamo che venga al più presto introdotta anche in Italia. La riforma non suppone infatti costi per l’erario.

By |2018-11-28T15:59:36+01:00martedì 25 Febbraio 2014|Articoli|0 Comments

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