Share:

Rivoluzione nell’e-commerce: regime Moss per la vendita online di beni a distanza a consumatori finali (B2C)

Dal 1° luglio 2021 è previsto che il regime MOSS (“Mini one Stop Shop” o “Mini Sportello Unico) possa essere utilizzato anche per tutti i casi di commercio elettronico indiretto, ovvero i casi in cui la vendita avviene online, ma in cui il bene deve fisicamente spostarsi da un paese all’altro per essere consegnato al consumatore finale.

Fino ad ora, in mancanza di tale regime, si è deciso di fissare delle soglie: le imprese che vendono a consumatori esteri entro tali soglie (in Italia e in Spagna il limite è pari ad EUR 35.000) possono applicare l’IVA del proprio paese anche se il consumatore è straniero.

Ma una volta superata la soglia dei 35.000 euro (che in altri paesi è superiore, ma il concetto resta lo stesso), l’impresa deve applicare l’IVA dei suoi clienti, e quindi aprirsi una partita IVA in tutti i paesi interessati con un grande freno alle potenzialità del commercio internazionale, trattandosi evidentemente di un ostacolo burocratico molto importante.

Tutto cambia a partire dal 1° luglio 2021.

Si apre un nuovo epocale capitolo perché il MOSS verrà applicato anche alle cessioni dei beni. Ovvero, l’italiano che voglia vendere in tutta Europa non avrà più l’onere, superate le soglie che decadranno, di identificarsi in tutti i paesi in cui vende, ma potrà utilizzare il MOSS. Questo sistema gli consentirà di applicare a ciascuno dei suoi clienti in tutta Europa l’aliquota IVA locale di ciascun consumatore finale versando l’importo direttamente alla propria all’Agenzia delle Entrate italiana.

Questo ovviamente avverrà anche negli altri paesi e saranno gli Stati a provvedere ai conguagli reciproci. Si tratta di un sistema molto interessante, anche se la materia è assolutamente in evoluzione. Due cose in particolare hanno colpito l’attenzione dei professionisti:

  1. Ci dovrebbe essere una soglia di 10.000 euro, ossia fino a 10.000 euro di imponibile si potrà vendere all’estero a consumatori finali senza applicazione dell’IVA della residenza del cliente.
  2. Il problema non si pone per le imprese che vendono tramite piattaforme o marketplace (Amazon per intenderci) beni di valore inferiore a 150 euro di imponibile IVA (unitariamente). In questi casi, infatti, il problema del MOSS si configurerà in capo al marketplace (che incassa dal consumatore finale), e non al venditore a monte.

Viceversa, dal 1° luglio in poi le imprese che prevedono vendite all’estero a consumatori finali superiori a 10.000 euro o che vendono beni su piattaforme tipo Amazon con prezzi superiori a 150 €/unità, oppure le imprese che vendono tramite piattaforme proprietarie, si dovranno adattare al nuovo sistema e dovranno iscriversi al regime MOSS con tutte procedure particolari che andranno analizzate nel dettaglio.

CONCLUSIONE:

Questa è una rivoluzione, è un tema di assoluta importanza che le imprese con una presenza e-commerce devono conoscere e padroneggiare a priori per non incorrere in violazioni. Tra l’altro, tutto ciò comporterà anche una serie di adattamenti sul fronte tecnologico dei siti web dei portali di vendita, che dovranno essere in grado di indentificare la residenza dei consumatori e di applicare la aliquota IVA corretta in base alla loro residenza.

In conclusione, tu imprenditore digitale con il tuo e-commerce che vendi anche a consumatori esteri…devi assolutamente porti questo problema e strutturarti per essere pronto all’appuntamento del 1° luglio 2021.

In caso di dubbi, non esitare a contattarci.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *